La caccia

Esco da un campo di rovi domenica mattina
la testa piena di stracci
impazzito per la fame
ricordo,
tra alcuni alberi di fico quasi maturi
sono inciampato ieri sera
ed una cicala mi ha dato un bacio
– Non mi riconosci?
– Troppo vino signora, sia gentile.
Mi apro il passo a bastonate
sognando una panetteria aperta
con dei fiori, delle paste dolci,
un bagno al fiume come fine pasto.
Seduti fuori da una rimessa,
sfiniti dai ricordi,
tre uomini vestiti di scuro
si bagnano la testa a vicenda con una spugna,
il sangue dei morti non secca la terra.
Oltre le colline violentate da un capannone
case a schiera tutte uguali,
suonano forte le campane,
è tanto che non piove e le more
sanno di polvere.
Un ciclista dal fiato corto
ragnatela di rughe sul viso
mi bagna la testa con la sua borraccia
e sorride.
Attraverso una strada provinciale
entro in un bar di cemento,
l’afa dell’estate disegna grandi girasoli,
c’è una ragazza dietro al bancone
capelli simili alle ali di un merlo,
le brillano gli occhi.
Fragile come un pugile dopo un incontro
chiedo se posso avere dell’acqua
un pasto da consumare,
ho un ferita che brucia sulla nuca.
La radio dice
che continua la caccia
agli innamorati non corrisposti.

 

 

a.bonomi

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Un pensiero su “La caccia

  1. come va? ti auguro al meglio. complimenti, come sempre, per il tuo modo di scrivere! solo un saluto e un abbraccio virtuale, ancor di più a quasi un mese dalla tragedia genovese e ligure… *la (solita) nuova lettrice*

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