Nina

Quando penso a Nina
mi sento come un giardiniere
che taglia un prato
coperto di neve
dimentico di lavarmi
la Nasa conferma
su Marte c’era un oceano
io
non riesco più a trovarti
forse ti faccio paura
lo sguardo appassito
i tentativi disperati
con chi dormi adesso?

Mi raccontavi degli alieni
per farmi addormentare.
Dicevi che non eri di questo mondo
un giorno
sarebbero tornati a prenderti.
Ma niente ufo a forma di disco volante
niente astronavi con le luci gialle
per la tua scomparsa
è bastato un treno regionale
tu che mi ripeti
– Non sento più niente
e i pendolari che ci guardano piangere.

Sono andato a vedere una stanza
la proprietaria cerca un coinquilino
in corridoio è appesa una cornice
ha il vetro rotto.
Nella foto
un uomo abbronzato
in costume da bagno
bacia una bambina che ride.

Al nome per nostra figlia
ci pensammo in bicicletta.
Nina
che mai guarderò incantato
da dietro un paio d’occhiali
raccogliere insieme a te
i vetri levigati dal mare.

 

a.bonomi

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