Dal vino rosso alla grappa

Dal vino rosso alla grappa, dallo Stravecchio ai bianchini. La città gli mette voglia di bere e per bere ci vogliono i soldi. Si annuncia al bar con una battuta allegra ed amichevole, pancione fragile, tutto calzoni e tutto giacca.
È quasi sempre in disaccordo con le leggi. Non ha il dono della sintesi quando racconta un accoltellamento. Beve i suoi bravi bicchieri, batte un pugno sul tavolo per chiamare un tre di denari, riporta al banco le bottiglie e i bicchieri vuoti. Scompare bruscamente. Non paga. Sorride da solo scoprendo gengive sdentate, pensa ai bagni al mare, prega il fiorista di regalargli un garofano appassito, lo mette nell’occhiello della giacca stanca, annusa l’aria e riparte coi suoi passi da bambino. Il suo entusiasmo è destinato a sfiorire in solitudine. Si ferma solo per raccattare un pacchetto di sigarette. Lo scuote per assicurarsi che non sia vuoto. Verso una panchina baciata dal sole, insensibile al solletico delle mosche, tra poco, dormirà. Il viso arrossato, il naso paonazzo, pensa a pane e mortadella prima di chiudere gli occhi.
Il vino ha smollato i bulloni della lingua. Si tocca la cicatrice sulla faccia e ripensa a quando il vino lo rendeva geloso. Non ricorda che tiene una sigaretta sull’orecchio. Ha problemi al fegato, alla milza, alla vescica. Quando è uscito dall’ospedale si è curato con delle belle fette di cavallo al sangue, ma solo per due giorni. Quando si guarda allo specchio non ha desideri e ringrazia il sapone. Conosce gli uccelli, gli alberi e i pesci. I randagi, i ladri e i senzatetto. Per ripararsi dalle intemperie ha una modesta casa della mamma, che era della nonna. Si fa la barba dai preti. Nell’alcool ha trovato calore e coraggio. Niente a che fare con la letteratura. Non esistono Baudelaire o Verlaine. L’alcool fa parte della sua vita come l’acqua per i pompieri.
Di notte, quando non dorme e gira per Spezia, guarda i lenzuoli stesi fuori dalle finestre, i calzini, i vestiti delle signore. In quel preciso istante sogna di rubarli, cucirsi una grande vela per prendere il largo e sparire.
a.bonomi
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2 pensieri su “Dal vino rosso alla grappa

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